Che cos’è Sapiens 2.0

Viviamo l’era del giornalismo partecipativo, dello scambio di informazioni in tempo reale, del contenuto creato dal basso. I social network si integrano con i motori di ricerca, ma anche con i cellulari e con le automobili in una simbiosi che, fino a un decennio fa, suonava fantascientifica. Il web è estensione naturale dell’uomo moderno, è la spina dorsale dell’uomo tecnologico. La condivisione delle informazioni tocca tutti, più o meno volontariamente, e condiziona le nostre vite.

I blog e i social network hanno sempre più peso nella diffusione dell’informazione e il giornalismo tradizionale è sempre più dipendente dalle esigenze e dai linguaggi del web. (E viceversa.)
Fuori dalle riviste specialistiche e da quelle patinate, il web diventa per molti aspiranti divulgatori, a fianco dei professionisti, una pubblica piazza nella quale esporre, sperimentare, condividere informazioni, opinioni e commenti. I blog a sfondo scientifico, anche solo in italiano, sono innumerevoli.

È in questa situazione che si pone il progetto di divulgazione di Sapiens 2.0, che prende la forma di uno spazio in cui rubriche di notizie e attività sui social network hanno pari dignità e peso. Perché comunicare la scienza, oggi, può significare anche twittare, fare da tramite e non necessariamente scrivere dossier.

Sapiens 2.0 vuolo essere qualcosa di ambivalente, un sito che possa offrire al lettore sia notizie sulla ricerca e la scienza, sia un osservatorio sulle tendenze della comunicazione scientifica e, in generale, della vita nell’era del 2.0.

Il filo conduttore di questo esperimento sarà la condivisione: dei contenuti, delle informazioni, della conoscenza. Per questo il lato social di Sapiens 2.0 ha pari dignità di quello strettamente informativo: perché per l’Homo Sapiens 2.0 un tweet vale quanto un intero articolo.